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Cosa portarsi per un viaggio al Cairo?


A differenza di ciò che pensate, e che pensavamo anche noi prima di partire, il caldo non si farà sentire molto se organizzate il vostro viaggio, come noi, verso metà febbraio. Il clima era intorno ai 20° ed il vento soffiava parecchio. Senza dubbio abbiamo scelto uno dei periodi migliori, immaginatevi cosa vorrebbe dire visitare la piana di Giza con 40° all’ombra! Di conseguenza, vi consigliamo di vestirvi a strati: pantaloni lunghi, scarpe comode ed una felpa vi basteranno. Come già accennato, il vento vi accompagnerà per tutto il vostro viaggio, quindi se soffrite di mal di gola o volete semplicemente evitare di tornare a casa con un po’ di raffreddore, portatevi una sciarpa leggera.

Per quanto riguarda la sera, le temperature si abbasseranno un po’, quindi una giacchetta in valigia non vi sarà di troppo disturbo. Un consiglio spassionato è quello di non andare in giro per Il Cairo con scarpe aperte. Purtroppo questa città non è in alcun modo pulita, c’è molta polvere e parecchia spazzatura sulle strade, a patto che voi non vi rechiate in zone lussuose. Che visitiate Il Cairo nel nostro stesso periodo o in piena estate, evitate infradito o saldali.

Ciò che non può assolutamente mancare sono gli occhiali da sole, è vero che qualche nuvola potreste trovarla, ma il cielo è quasi sempre soleggiato e terso, quindi riparatevi gli occhi e se siete particolarmente sensibili di pelle, utilizzate una buona protezione solare, il vento forse non vi farà sentire il caldo afoso, ma non appena tornerete in camera vedrete un bel colorito roseo farsi strada sulle vostre gote.

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L’Antica Trattoria del Gallo


Oggi vogliamo parlarvi di un ristorante, o meglio una trattoria, nei pressi di Milano.

L’Antica Trattoria del Gallo si trova a Gaggiano, a circa 40km da Milano, ed è un ottimo posto per mangiare bene, spendere in modo ragionevole e trascorrere una bella giornata fuori dalla routine e dal caos che contraddistinguono la città.

Il menù offre una vasta scelta tra antipasti, primi e secondi, senza trascurare i dessert che, senza dubbio, vi consigliamo.

Qui si mangia milanese, potete scegliere la famosa costoletta alla milanese, alta o battuta, i ravioli al burro o il riso giallo e tutto, ma proprio tutto, sarà dei vostri gusti.

Fateci sapere 🙂

Qui vi lasciamo l’indirizzo della Trattoria ed i contatti utili:

Via Privata Gerli, 3
20083 Vigano Certosino / Gaggiano MI

Telefono: +39 02 9085276
Email: info@trattoriadelgallo.com

Fonte: terracqueo

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5 giorno Prima giornata di mare a Maiori


Oggi si va al mare, ci svegliamo e scegliamo come località Maiori. Facciamo colazione in quel di Pompei e saltiamo in macchina in direzione spiaggia. La strada che porta da Pompei alle varie località della costiera amalfitana come Maiori, Minori ed Amalfi non è facilissima da percorrere, le curve sono parecchio strette e bisogna fare molta attenzione alle macchine che vengono dall’altro senso, che spesso vanno ad una velocità maggiore rispetto a quella consentita.

Attenzione a rispettare i limiti, prestate un po’ di accortezza via via che le curve si fanno più strette e utilizzate i fari, soprattutto la sera, per avvisare della vostra presenza prima di ogni curva. Detto questo, la strada che porta alla costiera amalfitana è bellissima, da qui vedrete scorci meravigliosi sul golfo di Napoli, sul Vesuvio e sulle città sottostanti, fermatevi a fare qualche foto nei punti più panoramici e apprezzate tutto ciò che vedrete sul vostro tragitto. Una volta arrivati in costiera scegliete una località e preparatevi a spendere un po’ per il parcheggio e la spiaggia. A differenze degli altri posti, non appena si mette piede in costiera, i prezzi aumentano. E’ normale, non potete pretendere il contrario. Noi abbiamo speso circa 2€ all’ora per il parcheggio, prezzo a nostro avviso nella norma. Una volta lasciata la macchina abbiamo fatto una passeggiata e ci siamo catapultati subito al mare, dove abbiamo affittato due lettini ed un ombrellone spendendo circa 25€. Il caldo da queste parti si fa sentire, non esitate e fatevi un bel bagno tra queste vedute meravigliose.

Gli stabilimenti balneari qui presenti sono quasi tutti provvisti di bar-ristorante e dopo un po’ di bagni e sole abbiamo deciso di mangiare qualcosa. Ci siamo vestiti e siamo saliti al bar dove abbiamo ordinato due panini con prosciutto cotto, semplici e buoni, che abbiamo gustato con il sole negli occhi. Dopo un buon caffè ed un po’ di relax siamo tornati in spiaggia, peccato che da lì a breve sarebbero arrivate un po’ di nuvole che abbiamo comunque sopportato fino a quando non hanno cominciato a buttar giù un po’ d’acqua. In ogni caso ci siamo goduti la giornata, ma ora è tempo di andare, non intendiamo percorrere la strada con troppa pioggia vista la sua pericolosità, quindi ci mettiamo in marcia e torniamo verso casa. Una volta giunti ci facciamo una doccia veloce per toglierci la salsedine di dosso ed usciamo per cena, mangiamo per strada due panzerotti e come dolce gustiamo un buonissimo gelato in paese. Anche quest’oggi è giunto al termine, e domani vedremo finalmente Amalfi.

Fonte: Terracqueo

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4 giorno> La Reggia di Caserta


Per oggi l’idea era quella di andare al mare, peccato che il tempo sia ancora incerto, tra una proposta e l’altra, decidiamo di andare a Caserta a visitare la famosa reggia, patrimonio dell’ Unesco. Da Pompei la distanza non è molta, quindi dopo aver fatto colazione, ci mettiamo in marcia ed andiamo. Tra una nuvola e l’altra ci mettiamo circa tre quarti d’ora e durante il tragitto ci interroghiamo su dove posteggiare la macchina una volta arrivati. Per fortuna il problema non si pone, usciti dalla strada principale troviamo un lungo viale che porta alla Reggia dove parcheggiamo senza problemi e senza pagare nulla, a questo punto scendiamo e camminiamo per circa 300 metri. Già in lontananza ci accorgiamo che la fila si protrae a mo’ di serpentone davanti al piazzale che ospita il monumento, senza fare troppe scene, ci mettiamo in fila e subiamo questo supplizio per una mezz’ ora buona. Inutile dirvi che nel momento in cui ci siamo messi in fila è spuntato un sole tanto caldo da farci desiderare l’inverno, sole che ovviamente ci ha abbandonati una volta entrati nella Reggia. Riusciamo finalmente a fare il biglietto d’entrata che costa 12€ intero e 6€ ridotto (fino ai 25 anni) e comprende la visita agli appartamenti storici ed al giardino. Una volta entrati vi consigliamo di fare subito una passeggiata nel giardino, molto grande ed un po’ in salita.

Quando tornerete indietro invece salirete al primo piano ed andrete a visitare gli appartamenti. Purtroppo nel nostro caso gran parte di questi non erano accessibili, ciò che abbiamo visto è stato senza dubbio molto suggestivo, ma ci sarebbe piaciuto vedere di più. La visita potrebbe durare molto, o molto poco, dipende da ciò che trovate aperto e da ciò che vi interessa visitare. Attenzione solo al fatto che il martedì la Reggia di Caserta è chiusa, organizzate quindi la vostra visita un altro giorno della settimana. Dopo tutto il pomeriggio passato tra i giardini e gli appartamenti storici torniamo verso casa e, nonostante di posti dove mangiare non vi sia carenza, scegliamo la pizzeria di due sere fa. La pizza è ancora ottima, ma questa volta stiamo dentro complice il tempo ancora così e così. Abbastanza stanchi dalla giornata torniamo in camera e finalmente, domani si andrà al mare.

Fonte: Terracqueo

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3 giorno: Visita al cratere del Vesuvio, pioggia ed hamburger


Se siete da queste parti, prendetevi una mattinata o un pomeriggio in cui andare a visitare il cratere del Vesuvio. E’ affascinante pensare di stare alle pendici di un vulcano attivo, certo non esattamente rassicurante, ma non preoccupatevi troppo, i movimenti del Vesuvio sono monitorati e non c’è pericolo, almeno per ora. Questa mattina ci svegliamo con calma e ci dirigiamo verso la stazione dei pullman. Noi abbiamo fatto il biglietto del pullman e quello per fare il giro attorno al cratere da una piccola agenzia poco prima degli scavi archeologici. Non vogliamo dilungarci troppo, ma evitate questi soggetti perché cercano di convincervi che salire con loro sia l’unico modo possibile, quando potete tranquillamente recarvi alla stazione dei pullman in autonomia, acquistare un biglietto, ed una volta in cima, aggiungere una piccola somma per girare attorno al cratere. Insomma, dopo essere saliti fin sù, arriviamo in un piazzale proprio all’ inizio della salita da fare per arrivare in cima, ci armiamo di pazienza e cominciamo a camminare. La salita non è facilissima, non dura moltissimo in ogni caso, ma sicuramente vi fermerete a prendere respiro almeno uno o due volte. Inutile dirvi che noi abbiamo triplicato le fermate, ma questi sono altri discorsi.

Non esiste un tempo giusto per arrivare in alto, fate tutte le foto che volete, alla vostra destra il panorama è splendido. Non appena giunti alla meta, una guida molto brava che percorre il diametro del cratere insieme a noi ci spiega tutto ciò che di interessante c’è da sapere. Ci parla delle ultime eruzioni, del fatto che il Vesuvio sia attivo, ma al momento non pericoloso, ci fa vedere alcune foto in cartolina e rende la visita ancora più piacevole. Camminando lì intorno, avrete il cratere sulla vostra sinistra, mentre sulla destra ci solo alcune bancarelle in cui se volete acquistare qualcosa, potrete pagare solo in contanti, non hanno il pos. Il tempo al momento in cui siamo giunti era perfetto, certo non soleggiato come ci si potrebbe aspettare, ma assolutamente nella media. Beh, purtroppo la situazione è peggiorata di molto in poco tempo e ci siamo ritrovati bagnati fradici nel giro di cinque minuti. Non appena abbiamo potuto prendere il bus per il ritorno siamo tornati in paese e corsi velocemente in albergo. La giornata non si prestava molto per visitare qualcos’ altro, la spiaggia era chiaramente off limits, quindi siamo rimasti in camera ed usciti solo per cena.

Piovigginava ancora un po’, ma ci siamo fatti coraggio e via, siamo usciti. Abbiamo scovato un locale molto carino chiamato Burger 49 dove cucinano ottimi hamburger con una vasta quantità di ingredienti. La location è molto bella, il locale in effetti non ha aperto da molto e la cosa divertente è il fatto di poter comporre autonomamente il proprio panino a piacimento, scegliendo tra le mille varianti che propone il menu.

Re: Terracqueo

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2 giorno Gli scavi di Pompei: la Città Morta


Questa mattina ci alziamo intorno alle 10.00, non abbiamo fretta perché siamo molto vicini agli scavi di Pompei, il posto che intendiamo visitare quest’oggi. Al risveglio, ci facciamo una doccia ed usciamo. Ci fermiamo sul tragitto di andata a fare colazione e siamo sorpresi dalle dimensioni del cappuccino e dalla bontà dei dolci che assaggiamo per iniziare la giornata.

Il caldo non è ancora torrido, si sta bene in pantaloncini e maglietta e non appena finiamo di mangiare ci alziamo dal tavolo, andiamo a pagare e continuiamo la nostra passeggiata in direzione del sito archeologico. Una volta arrivati in corrispondenza della biglietteria, ci mettiamo in fila e nel giro di una decina di minuti acquistiamo il nostro biglietto ed entriamo. I costi variano dai 7,50€ per studenti dell’Unione Europea fino ai venticinque anni ed insegnanti, ai 13€ per i biglietti interi, mentre sotto i diciotto anni l’entrata è gratuita. Siamo pronti, entriamo.

 

Passeggiare tra le vie dell’antica Pompei è un’esperienza magica, purtroppo a volte la quantità di gente toglie un po’ di atmosfera, ma rimane comunque una sensazione senza eguali. Ciò che di Pompei lascia di stucco è che per una volta, non vediamo la massima espressione di un popolo, di un arte, di un tipo di architettura, ma entriamo nella quotidianità delle persone che vivevano qui. E’ un po’ come stare lì con loro prima che il Vesuvio eruttasse spaventosamente, vediamo le domus, ovvero le case, sia quelle appartenenti alle famiglie più abbienti, che quelle dove vivevano le famiglie più umili. Entriamo nelle taverne, dove i pompeiani si rifugiavano per passare un po’ di tempo in compagnia, camminiamo esattamente dove camminavano loro e utilizziamo le prime strisce pedonali della storia, inventate proprio dai romani per dirigere, in un certo senso, il traffico. Vediamo i famosi mosaici, tra i più visitati si può menzionare quello che si trova nella Casa del Poeta Tragico, che recita “Cave Canem”, ovvero “attenti al cane”. Arriviamo verso la fine ad una grandissima teca dove troviamo i calchi di uomini, donne, bambini, anziani, ma anche animali.

Qui è difficile rimanere indifferenti, la sensazione è quella di sentirsi piccoli ed impotenti davanti alla forza, talvolta rovinosa, di madre natura. E’ impressionante vedere i calchi dei corpi di persone intente a riposarsi, a  svolgere attività banali, come quelle che noi tutti i giorni siamo in procinto di svolgere. Vi consigliamo senza riserve di visitare gli scavi di Pompei, noi possiamo provare a raccontarvi per filo e per segno di ogni sasso, di ogni casa e di ogni scorcio di questa città morta, ma vederla coi propri occhi è un’altra cosa. Il sito è molto grande ed in base al vostro interesse, potete decidere di starci due ore o sei, ma ne sarete in ogni caso soddisfatti.  All’ interno troverete dei punti di ristoro dove sedervi a mangiare qualcosa o acquistare una bottiglietta d’acqua, vi consigliamo, se vi è possibile, di portarvi qualcosa da fuori, perché le file sono lunghe ed i posti sono abbastanza affollati. Dopo questa lunga quanto meravigliosa visita, usciamo dagli scavi passando per l’anfiteatro, ancora all’interno del sito, e concludiamo la nostra escursione.

E’ ora di cena ormai e ci fermiamo a mangiare una pizza. Al nostro arrivo, il cameriere ci informa che possiamo decidere di mangiare fuori o dentro, decidiamo di stare all’ aperto, ormai non fa più troppo caldo e soffia un po’ di vento.

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1 giorno: La partenza e l’arrivo a Pompei


Finalmente si parte, prepariamo i nostri bagagli a mano e ci mettiamo dentro poche cose. Magliette, pantaloncini e qualche costume saranno sufficienti. Ci chiudiamo alle spalle la porta di casa, scendiamo le scale ed andiamo in direzione dell’autobus che ci porterà in stazione centrale a prendere il pullman per l’aeroporto di Linate. In un tempo ragionevole arriviamo in aeroporto, facciamo i soliti controlli e ci dirigiamo al nostro gate di competenza. Pensiamo già a cosa fare non appena arriveremo, l’idea era quella di andare subito a visitare gli scavi di Pompei, idea che man mano va scemando considerato il fatto che arriveremo nel pomeriggio e sappiamo che il sito è talmente grande da non poter pensare di visitarlo in due ore.

Ecco che inizia l’imbarco, ci mettiamo in fila a mo’ di bambini dell’asilo ed aspettiamo il nostro turno, saliamo sul pulmino che ci porta al nostro aereo e via. Si parte. Sorvoliamo lo stivale fino ad arrivare in Campania, dai finestrini dell’aereo cominciamo a vedere il Vesuvio, il golfo di Napoli e la città stessa. Non appena scesi dall’aereo andiamo a ritirare la nostra macchina, per fortuna la procedura è abbastanza veloce, nonostante la quantità di gente presente sul posto. Ci danno le chiavi e conosciamo la compagna di viaggio di questa volta. E’ una smart cinque porte, nera, discreta, comoda, con qualche botticella qua e là, ma niente di serio. Ci mettiamo in marcia uscendo dal parcheggio della compagnia di noleggio e mentre andiamo verso il nostro b&b vediamo qualche cartello che indica la direzione per la costiera amalfitana. Guidiamo per poco più di mezz’ora ed arriviamo a destinazione, parcheggiamo in quello che dovrebbe essere il parcheggio riservato agli ospiti del bed&breakfast e saliamo le scale fino ad arrivare alla porta. Suoniamo e siamo accolti dalla figlia della proprietaria, una ragazza carinissima che ci fa vedere la nostra camera e ci dà il benvenuto.

Finalmente siamo arrivati, lasciamo le valigie ed esploriamo un po’ la camera. In una ventina di minuti siamo già fuori, vogliamo vedere la Pompei moderna, quella di cui non parla nessuno ed in effetti, non ne rimaniamo delusi. Non appena si arriva nella piazza principale fa capolino il Duomo di Pompei, che scopriamo dopo poco essere uno dei santuari più visitati d’Italia. Lo stile è quello neoclassico e anche solo vederlo da fuori è uno spettacolo per gli occhi. Per il momento non entriamo, procediamo per la via principale e troviamo tante bancarelle che vendono un po’ di tutto. Fanno capolino statuette di Pulcinella, piatti da arredamento, pietre provenienti dal Vesuvio, minerali vari di origine vulcanica e statuine per il presepe. L’atmosfera che si respira è di festa, tutti provano a venderci qualcosa, qualche signora ci dona alcuni santini, altri ci raccontano che la loro merce è la migliore, ma per noi, non è ancora il momento di acquistare nulla, ci stiamo ancora ambientando.

Nel giro di poco, arriva la sera e ci rendiamo conto di aver girato a zonzo per parecchio tempo, ma è questo il bello di essere in un posto nuovo. A questo punto, scegliamo un posto per cenare, ed entriamo in un locale che si chiama Add’ù Mimì, dove ci sediamo e mangiamo. Il menù è molto vario, i prezzi hanno dell’assurdo. Sarà che siamo abituati a Milano, ma qui, mangiare costa pochissimo. Prendiamo un piatto di parmigiana, uno di carne alla pizzaiola, uno di pasta al ragù ed un altro con del misto di frittura, tutto per la modica cifra di 27€. Al momento del pagamento, tra lo stupito ed il confuso, corrispondiamo la somma ed usciamo. Abbiamo mangiato veramente bene, questo ce lo aspettavamo, e da buoni italiani, andiamo avanti a parlarne per un po’. Ormai sono circa le 9 e mezza di sera, ma non abbiamo voglia di tornare a casa immediatamente, quindi ci mettiamo seduti nella piazza principale ed ordiniamo due caffè, siamo proprio davanti al Duomo e ci godiamo la vista. Non appena ci portano i caffè, ci accorgiamo che qui le bevande non arrivano mai da sole, infatti insieme ci regalano alcuni pasticcini di ottima qualità. Ci rilassiamo un po’ e pensiamo a cosa fare il giorno dopo, anche se la risposta è ovvia, andremo a visitare gli scavi. Dopo una bella serata tra parmigiana, caffè e pasticcini, torniamo in camera e ci addormentiamo.

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5 Giorno> La meravigliosa Acropoli dell’antica Corinto


Oggi visiteremo l’Acropoli dell’antica Corinto, ce ne hanno parlato molto bene, quindi ci svegliamo curiosi e fiduciosi. Ci stiracchiamo e scendiamo a fare colazione con calma, c’è una torta allo yogurt fatta dalla proprietaria che è davvero buona ed il clima è ottimo per rilassarsi un po’. A questo punto, riposati e colazionati, saliamo fino a dove possiamo in macchina ed eccoci arrivati al punto d’ingresso al sito archeologico. In tutta onestà, non ci aspettavamo questa vista meravigliosamente suggestiva, non appena si guarda giù si gode di un panorama mozzafiato sulle colline di Loutraki, il mare di un blu deciso in lontananza rende il tutto ancora più bello. C’è molto vento, il che non ci scoraggia visto che il caldo non è indifferente. Il consiglio principale è quello di portarvi una crema solare protettiva, non sembra ma qui sopra è davvero facile bruciacchiarsi un po’ le spalle.

Non ci resta che entrare nel sito e rimaniamo davvero stupiti dalla bellezza di questo posto, ci si sente proprio in alto e se ci si prova si riesce a immaginare un po’ come potesse essere in passato. Inoltre, vi consigliamo  di prendervi due o tre ore per visitare tutto, se volete salire fino in cima ci metterete un po’, ed essendoci parecchi punti panoramici, vi fermerete a fare moltissime foto. Qualche informazione utile: il sito è visitabile gratuitamente, fate molta attenzione con i bimbi perché non ci sono protezioni, quindi non perdeteli di vista, chiaramente portatevi acqua e scarpe comode. La salita è un po’ faticosa e la pietra è liscia, quindi con scarpe non idonee potreste scivolare. Il sito chiude alle 15.00, quindi vi consigliamo di visitarlo in mattinata. Dopo la nostra visita, decidiamo di scendere in paese e farci un giretto orientativo, ci fermiamo a mangiare una coppa di gelato per merenda e facciamo un tuffo in spiaggia, prendiamo un po’ di sole e ci rilassiamo tra un bagno e l’altro.

Verso le 19.00 decidiamo di tornare in camera, farci una doccia e tornare a mangiare dove abbiamo mangiato la sera prima. La stanchezza comincia a farsi sentire, quindi evitiamo di muoverci più di tanto, ma nella passeggiata di ritorno in albergo la nostra attenzione viene attirata da un qualcosa di spinoso vicino a noi. Avvicinandoci ci rendiamo conto essere un riccio di dimensioni nemmeno troppo piccole, facciamo qualche foto e torniamo a casa.

Riccio

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4 Giorno> Ultimo saluto ad Atene, noleggio dell’auto e viaggio in macchina fino a Corinto


Sveglia non troppo tardi, vogliamo goderci per un’ultima volta la Plaka, fare di nuovo un giro tra i negozi e comprare le ultime cose su cui eravamo indecisi. Prima di uscire però decidiamo di usufruire della colazione in hotel, possiamo dirvi che quest’hotel, nonostante sia un quattro stelle e secondo noi non siano esattamente meritate, ha un punto di forza non indifferente. La colazione si tiene all’ultimo piano dell’edificio su una terrazza dalla quale potrete ammirare l’Acropoli all’alba, ed è davvero emozionante. Potete decidere se stare all’interno, da dove comunque vedrete lo spettacolo seppur interrotti da una vetrata, o all’esterno, noi abbiamo scelto quest’ultima opzione. Con calma ci rifocilliamo ed usciamo.

Passeggiamo un po’, facciamo qualche acquisto e qualche foto, compriamo il cavo da utilizzare in macchina per ascoltare la musica e, tornando verso l’hotel, prendiamo un taxi in direzione aeroporto, dove ci aspetta la nostra macchina, che chiaramente abbiamo noleggiato a partire da oggi. Facciamo una piccola precisazione: se vi è possibile evitate di prenotare la macchina in centro ad Atene, intanto perché è una città che potete girare tranquillamente a piedi, noi non abbiamo mai preso neppure un mezzo, in secondo luogo perché è una città comunque molto caotica, i greci non sono esattamente i capi della guida, e vi ritrovereste nel traffico perdendo un sacco di tempo. Inoltre, i parcheggi non sono molto frequenti, quindi potreste dover cercare per molto tempo e non essere nemmeno sicuri di poter parcheggiare dove preferite. Bene, arriviamo in aeroporto e montiamo sulla nostra macchina che ci accompagnerà da qui in poi.

Corinto antica

Destinazione Corinto. Non so voi, ma per noi il momento in cui si ritira la  macchina risulta essere sempre un po’ magico, ci si sente di avere il mondo in mano e di poter visitare il posto in tutte le sue sfaccettature. Finestrini giù, musica a palla e via verso il Peloponneso, dove si svolgerà tutto il resto della nostra vacanza. Nel giro di un’ora e pochi minuti arriviamo a Corinto, il nostro hotel non è proprio in paese, si trova in campagna, posto che abbiamo scelto volutamente per rilassarci un po’, inoltre, dotati di macchina, per noi questo non sarà un problema. Lasciamo le valigie in camera, ci rinfreschiamo un attimo e scendiamo verso Loutraki, situata a quattro km da Corinto, è la località balneare per eccellenza in zona. Potete decidere di andare in spiaggia, ne troverete per tutti i gusti, oppure di farvi un giro per il paesino. Per oggi, evitiamo la spiaggia ed esploriamo un po’ il luogo, entriamo in qualche negozio, facciamo merenda con un gelato e passeggiamo.

A questo punto, tra una cosa e l’altra, si son fatte le 18.30, decidiamo di tornare un po’ in albergo, goderci il balconcino comune per poi andare a cenare nei pressi dell’Acrocorinto, ovvero la Corinto antica. Non conoscendo il posto, dopo un po’ di riposo, scendiamo dalla proprietaria dell’hotel e chiediamo qualche informazione che ci fornisce con gentilezza e disponibilità, ci viene consigliato il ristorante Gemelos. Saliamo fin sopra a Corinto ed in effetti il posto è molto carino, mangiamo su una terrazza al tramonto, spendiamo veramente poco, una ventina di euro in due e soddisfatti facciamo un giro. Da qui vediamo la rocca di Corinto, che visiteremo domani e qualche rovina in lontananza, facciamo qualche foto e torniamo in albergo a riposare.

Fonte: Terracqueo

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Terzo giorno – Il Museo Archeologico Nazionale di Atene e piazza Syntagma


Il Museo Archeologico di Atene è uno fra i sette musei più importanti del mondo, grazie al patrimonio culturale ad alla ricchezza delle collezioni esposte. Il prezzo è basso, con soli 7€ avrete accesso alla struttura che potete visitare in ogni sua parte. E’ diviso in tre settori, quella delle sculture, quella preistorica e quella delle ceramiche. Dobbiamo essere onesti, uno dei motivi principali per i quali ci siamo recati in questo museo, è stata la celebre Maschera di Agamennone, proprio quella originale proveniente da Micene e riesumata dall’archeologo tedesco Heinrich Schliemann.

Foto dal Web
Foto dal Web

Si tratta di una meravigliosa maschera funebre in lamina d’oro ed è stata rinvenuta nel 1876, vederla ci ha riportato indietro nel tempo ed è stato davvero emozionante, soprattutto per il fatto che da lì a breve avremmo fatto visita al sito archeologico di Micene. Terminata la visita al museo, abbiamo fatto uno spuntino al volo qui vicino, nonostante l’orario di pranzo fosse passato da molto, e poi ci siamo diretti verso piazza Syntagma, uno dei luoghi più emblematici della Grecia moderna. Qui, spesso e volentieri, potreste ritrovarvi in mezzo ad una manifestazione o una protesta, infatti siete proprio davanti alla facciata principale del parlamento greco, davanti alla quale è posto il monumento dedicato al milite ignoto e sorvegliato dalle classiche guardie greche, gli “Evzones”. Ora siamo abbastanza stanchi e soprattutto, domani ci aspetta il noleggio dell’auto ed il nostro primo viaggio in macchina, per cui bando alle ciance. Mangiamo qualcosa al McDonald’s di Piazza Syntagma e torniamo subito in camera a dormire.

RE terracqueo

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