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AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA dal 6 al 31 marzo al #TeatrodellaLuna


AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA dal 6 al 31 marzo al Teatro della Luna Assago MI

6 – 31 marzo 2019

Alessandro Longobardi per OTI Officine del Teatro Italiano
in collaborazione con Viola Produzioni
GIANLUCA GUIDI
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Jaja Fiastri
musiche di Armando Trovajoli
coreografie di Gino Landi
regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini ripresa da Gianluca Guidi
la “voce di lassù” è di ENZO GARINEI

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Un successo planetario che non conosce età

Torna dopo il successo della scorsa stagione a Roma e in tutta italia AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, una delle più amate commedie musicali italiane che Alessandro Longobardi ha riportato sulle scene in tutto il suo splendore. La commedia a firma di Pietro Garinei e Sandro Giovannini è stata scritta con Jaja Fiastri tutti e tre protagonisti insuperati di un’epoca leggendaria per il teatro italiano. Le musiche, composte da Armando Trovajoli, hanno incantato intere generazioni.

Rappresentata per la prima volta nel 1974, fu un successo senza precedenti, con centinaia di migliaia di spettatori entusiasti, affermandosi anche sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori, in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Finlandia. Torna al Teatro Brancaccio dal 22 Novembre 2017 dopo il grande successo della scorsa stagione, acclamata da più di 52000 spettatori.

Gianluca Guidi cura la messa in scena di questo spettacolo, avvalendosi di un eccellente cast creativo composto dal mitico coreografo Gino Landi, assistito da Cristina Arrò; dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli, che dirige l’orchestra dal vivo; dallo scenografo Gabriele Moreschi, che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia, con il doppio girevole e la grande arca; dalla costumista Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, sempre di Coltellacci. Il disegno luci è di Umile Vainieri; il disegno fonico è di Emanuele Carlucci; la realizzazione dei contributi video è di Claudio Cianfoni. La scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio, che fu il costruttore nella prima edizione e da Antonio Dari per la parte meccanica; i costumi dalla Sartoria Brancaccio.

Nel cast artistico Gianluca Guidi, erede legittimo del padre Johnny Dorelli protagonista della prima edizione, come nel 2009 si conferma nel ruolo di Don Silvestro. Enzo Garinei dopo ben 500 repliche come Sindaco Crispino, questa volta è “La voce di Lassù”; Emy Bergamo, dopo l’interpretazione di Rosetta in Rugantino e Adelina in E… se il tempo fosse un gambero? è Consolazione. Crispino è interpretato da Marco Simeoli, che nella quinta edizione aveva già recitato a fianco di Gianluca Guidi come Toto, il cui ruolo viene oggi affidato al giovane e brillante Piero Di Blasio.
Il ruolo di Clementina la giovanissima Camilla Nigro, Ortensia, moglie di Crispino, è interpretata da Francesca Nunzi. L’ensemble è composto da 17 artisti, cantanti, ballerini.

La commedia musicale è prodotta da Officine del Teatro Italiano in collaborazione con Viola Produzioni. Dopo il successo ottenuto con Rapunzel il musical (2014), Sister act il musical (2015), Peter Pan il musical (2016), L’ultima strega (2016), E… se il tempo fosse un gambero? (2016), La Regina di ghiaccio il musical (2017), Alessandro Longobardi conferma la qualità e l’efficienza del polo produttivo coordinato da Carlo Buttò.

LA TRAMA
La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto e accetterà di sposarlo.
Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull’arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui. Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

Cast:
Gianluca Guidi – Don Silvestro
Emy Bergamo – Consolazione
Marco Simeoli– Sindaco Crispino
Piero Di Blasio – Toto
Camilla Nigro – Clementina
Francesca Nunzi – Ortensia
“La Voce Di Lassú” è di Enzo Garinei

Fonte: Freemilano

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Cappella delle Anime Sante Santa Caterina Oporto Portogallo


La Cappella delle Anime o Cappella di Santa Catarina è una cappella situata nella parrocchia di Santo Ildefonso, nella città di Porto, in Portogallo.

La cappella ha la sua origine in una vecchia cappella fatta di legno eretto in lode a Santa Catarina. La costruzione dell’edificio esistente oggi risale alla fine del XVIII secolo, quando la Confraternita delle Anime e dei Chagas di San Francisco passò dal Monastero di Santa Clara alla Cappella di Santa Catarina.

Con l’annessione della fratellanza, anche la fama e il culto di Santa Catarina aumentarono, attirando un gran numero di fedeli, che costrinsero i responsabili della fratellanza, che supervisionarono il culto, a pensare a una nuova costruzione. La cappella ha due corpi, essendo il secondo inferiore, e ha subito opere di espansione e restauro che hanno modificato lo stile originale, nel 1801.

La facciata principale ha una porta incorniciata e sormontata da un frontone circolare. Sul timpano è fissato un cappotto, diviso, con le braccia di San Francesco d’Assisi e Santa Catarina. Sulla sinistra c’è il campanile che ha due piani: il primo ha una porta con una piccola finestra, e le seconde quattro finestre sono sormontate da un balcone. La cupola è sormontata da una croce di ferro.

E ‘anche evidenziato il vetro colorato che rappresenta le anime, eseguite nel secolo XIX, dal pittore Amândio Silva.

L’iconografia della Cappella delle Anime:

A partire dal 1929, le superfici esterne della cappella furono intonacate e lasciate cadere in bianco non verniciato. La pavimentazione della cappella è oggi composta da 15.947 piastrelle che coprono circa 360 metri quadrati di muro. Le piastrelle che coprono la cappella sono di Eduardo Leite e furono eseguite dalla Fabbrica della Vedova di Ceramica Lamego, a Lisbona. Risalgono al 1929 e rappresentano i passi della vita di San Francesco d’Assisi e Santa Caterina, che sono venerati nella cappella.

Pio VII si è impegnato con tutti i presenti nel suo percorso storico: Santa Caterina, alludendo alla primitiva cappella, San Francesco d’Assisi e Almas, evocando la Confraternita delle Anime e le ferite di San Francesco, Monastero di Santa Clara per la cappella di Santa Caterina, l’Eucaristia, che ricorda la concessione di Lausperene che papa Pio VII fece nel 1804 in questa cappella per ogni giovedì dell’anno.

Pio VII divenne memorabile per la lotta contro Napoleone Bonaparte. Napoleone capì che un ritorno sicuro alla religione era necessario per la Francia. A tal fine, nel 1802, egli e il Papa conclusero un Concordato, pregiudizievole allo stato pontificio, dai dolorosi “articoli organici”. Nel 1804, Pio VII fu “invitato” a incoronare Napoleone Imperatore dei Francesi. Ma Napoleone non era soddisfatto della sua ironia e orgoglio, nonostante la presenza del Pontefice, che si recò a Parigi sperando di cancellare le tracce dell’empietà rivoluzionaria. Egli ha cercato di dominare la Chiesa cattolica come ha fatto con gli altri paesi: nominato vescovi, i religiosi hanno fatto giurare fedeltà alla corona e lo scopo di manipolare il Papa stesso, che lo porta ad aderire alla sua politica di alleanze e guerre. Prima del naturale rifiuto di Pio VII, Napoleone occupò lo Stato Pontificio, imprigionò Pio VII e il suo segretario, l’abile Cardinale Consalvi. Il Papa fu imprigionato a Savona e poi a Fontainebleau, per poi tornare a Roma nel 1814. Al Congresso di Vienna (1814-15), furono restaurati gli Stati pontifici.

Già a Roma, restaurò la Compagnia di Gesù. alleanza rinforzata con altri sovrani “ripristinati” e vincitori emersi dalla campagna di Waterloo, ha pregato per i francesi che hanno sofferto orrori e guerre del suo ex Imperatore e hanno chiesto una “politica di alleanza” che placasse la disputa che in tutta Europa attraversò guerre intempestive e impedì ad altri “Napoleoni” di apparire e prendere il potere.

In data 11 settembre, 1822 il Collegio dei Cardinali, composto da tutti i Cardinali, incaricato di fornire consulenza e assistenza ai compiti amministrativi e religiosi del Papa, annuncia che tutto il lavoro e la pubblicazione che cita circa il movimento della terra intorno al sole sarà consentito, cioè, la Chiesa cattolica riconosce l’eliocentrismo.

Papa Pio VII morì il 20 agosto 1823, dopo oltre ventitré anni di un’ importante pontificato pieno di eventi. I movimenti di indipendenza del Sud America coincidono con il suo pontificato.

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