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4 giorno> La Reggia di Caserta


Per oggi l’idea era quella di andare al mare, peccato che il tempo sia ancora incerto, tra una proposta e l’altra, decidiamo di andare a Caserta a visitare la famosa reggia, patrimonio dell’ Unesco. Da Pompei la distanza non è molta, quindi dopo aver fatto colazione, ci mettiamo in marcia ed andiamo. Tra una nuvola e l’altra ci mettiamo circa tre quarti d’ora e durante il tragitto ci interroghiamo su dove posteggiare la macchina una volta arrivati. Per fortuna il problema non si pone, usciti dalla strada principale troviamo un lungo viale che porta alla Reggia dove parcheggiamo senza problemi e senza pagare nulla, a questo punto scendiamo e camminiamo per circa 300 metri. Già in lontananza ci accorgiamo che la fila si protrae a mo’ di serpentone davanti al piazzale che ospita il monumento, senza fare troppe scene, ci mettiamo in fila e subiamo questo supplizio per una mezz’ ora buona. Inutile dirvi che nel momento in cui ci siamo messi in fila è spuntato un sole tanto caldo da farci desiderare l’inverno, sole che ovviamente ci ha abbandonati una volta entrati nella Reggia. Riusciamo finalmente a fare il biglietto d’entrata che costa 12€ intero e 6€ ridotto (fino ai 25 anni) e comprende la visita agli appartamenti storici ed al giardino. Una volta entrati vi consigliamo di fare subito una passeggiata nel giardino, molto grande ed un po’ in salita.

Quando tornerete indietro invece salirete al primo piano ed andrete a visitare gli appartamenti. Purtroppo nel nostro caso gran parte di questi non erano accessibili, ciò che abbiamo visto è stato senza dubbio molto suggestivo, ma ci sarebbe piaciuto vedere di più. La visita potrebbe durare molto, o molto poco, dipende da ciò che trovate aperto e da ciò che vi interessa visitare. Attenzione solo al fatto che il martedì la Reggia di Caserta è chiusa, organizzate quindi la vostra visita un altro giorno della settimana. Dopo tutto il pomeriggio passato tra i giardini e gli appartamenti storici torniamo verso casa e, nonostante di posti dove mangiare non vi sia carenza, scegliamo la pizzeria di due sere fa. La pizza è ancora ottima, ma questa volta stiamo dentro complice il tempo ancora così e così. Abbastanza stanchi dalla giornata torniamo in camera e finalmente, domani si andrà al mare.

Fonte: Terracqueo

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2 giorno Gli scavi di Pompei: la Città Morta


Questa mattina ci alziamo intorno alle 10.00, non abbiamo fretta perché siamo molto vicini agli scavi di Pompei, il posto che intendiamo visitare quest’oggi. Al risveglio, ci facciamo una doccia ed usciamo. Ci fermiamo sul tragitto di andata a fare colazione e siamo sorpresi dalle dimensioni del cappuccino e dalla bontà dei dolci che assaggiamo per iniziare la giornata.

Il caldo non è ancora torrido, si sta bene in pantaloncini e maglietta e non appena finiamo di mangiare ci alziamo dal tavolo, andiamo a pagare e continuiamo la nostra passeggiata in direzione del sito archeologico. Una volta arrivati in corrispondenza della biglietteria, ci mettiamo in fila e nel giro di una decina di minuti acquistiamo il nostro biglietto ed entriamo. I costi variano dai 7,50€ per studenti dell’Unione Europea fino ai venticinque anni ed insegnanti, ai 13€ per i biglietti interi, mentre sotto i diciotto anni l’entrata è gratuita. Siamo pronti, entriamo.

 

Passeggiare tra le vie dell’antica Pompei è un’esperienza magica, purtroppo a volte la quantità di gente toglie un po’ di atmosfera, ma rimane comunque una sensazione senza eguali. Ciò che di Pompei lascia di stucco è che per una volta, non vediamo la massima espressione di un popolo, di un arte, di un tipo di architettura, ma entriamo nella quotidianità delle persone che vivevano qui. E’ un po’ come stare lì con loro prima che il Vesuvio eruttasse spaventosamente, vediamo le domus, ovvero le case, sia quelle appartenenti alle famiglie più abbienti, che quelle dove vivevano le famiglie più umili. Entriamo nelle taverne, dove i pompeiani si rifugiavano per passare un po’ di tempo in compagnia, camminiamo esattamente dove camminavano loro e utilizziamo le prime strisce pedonali della storia, inventate proprio dai romani per dirigere, in un certo senso, il traffico. Vediamo i famosi mosaici, tra i più visitati si può menzionare quello che si trova nella Casa del Poeta Tragico, che recita “Cave Canem”, ovvero “attenti al cane”. Arriviamo verso la fine ad una grandissima teca dove troviamo i calchi di uomini, donne, bambini, anziani, ma anche animali.

Qui è difficile rimanere indifferenti, la sensazione è quella di sentirsi piccoli ed impotenti davanti alla forza, talvolta rovinosa, di madre natura. E’ impressionante vedere i calchi dei corpi di persone intente a riposarsi, a  svolgere attività banali, come quelle che noi tutti i giorni siamo in procinto di svolgere. Vi consigliamo senza riserve di visitare gli scavi di Pompei, noi possiamo provare a raccontarvi per filo e per segno di ogni sasso, di ogni casa e di ogni scorcio di questa città morta, ma vederla coi propri occhi è un’altra cosa. Il sito è molto grande ed in base al vostro interesse, potete decidere di starci due ore o sei, ma ne sarete in ogni caso soddisfatti.  All’ interno troverete dei punti di ristoro dove sedervi a mangiare qualcosa o acquistare una bottiglietta d’acqua, vi consigliamo, se vi è possibile, di portarvi qualcosa da fuori, perché le file sono lunghe ed i posti sono abbastanza affollati. Dopo questa lunga quanto meravigliosa visita, usciamo dagli scavi passando per l’anfiteatro, ancora all’interno del sito, e concludiamo la nostra escursione.

E’ ora di cena ormai e ci fermiamo a mangiare una pizza. Al nostro arrivo, il cameriere ci informa che possiamo decidere di mangiare fuori o dentro, decidiamo di stare all’ aperto, ormai non fa più troppo caldo e soffia un po’ di vento.

Re: Terracqueo

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1 giorno: La partenza e l’arrivo a Pompei


Finalmente si parte, prepariamo i nostri bagagli a mano e ci mettiamo dentro poche cose. Magliette, pantaloncini e qualche costume saranno sufficienti. Ci chiudiamo alle spalle la porta di casa, scendiamo le scale ed andiamo in direzione dell’autobus che ci porterà in stazione centrale a prendere il pullman per l’aeroporto di Linate. In un tempo ragionevole arriviamo in aeroporto, facciamo i soliti controlli e ci dirigiamo al nostro gate di competenza. Pensiamo già a cosa fare non appena arriveremo, l’idea era quella di andare subito a visitare gli scavi di Pompei, idea che man mano va scemando considerato il fatto che arriveremo nel pomeriggio e sappiamo che il sito è talmente grande da non poter pensare di visitarlo in due ore.

Ecco che inizia l’imbarco, ci mettiamo in fila a mo’ di bambini dell’asilo ed aspettiamo il nostro turno, saliamo sul pulmino che ci porta al nostro aereo e via. Si parte. Sorvoliamo lo stivale fino ad arrivare in Campania, dai finestrini dell’aereo cominciamo a vedere il Vesuvio, il golfo di Napoli e la città stessa. Non appena scesi dall’aereo andiamo a ritirare la nostra macchina, per fortuna la procedura è abbastanza veloce, nonostante la quantità di gente presente sul posto. Ci danno le chiavi e conosciamo la compagna di viaggio di questa volta. E’ una smart cinque porte, nera, discreta, comoda, con qualche botticella qua e là, ma niente di serio. Ci mettiamo in marcia uscendo dal parcheggio della compagnia di noleggio e mentre andiamo verso il nostro b&b vediamo qualche cartello che indica la direzione per la costiera amalfitana. Guidiamo per poco più di mezz’ora ed arriviamo a destinazione, parcheggiamo in quello che dovrebbe essere il parcheggio riservato agli ospiti del bed&breakfast e saliamo le scale fino ad arrivare alla porta. Suoniamo e siamo accolti dalla figlia della proprietaria, una ragazza carinissima che ci fa vedere la nostra camera e ci dà il benvenuto.

Finalmente siamo arrivati, lasciamo le valigie ed esploriamo un po’ la camera. In una ventina di minuti siamo già fuori, vogliamo vedere la Pompei moderna, quella di cui non parla nessuno ed in effetti, non ne rimaniamo delusi. Non appena si arriva nella piazza principale fa capolino il Duomo di Pompei, che scopriamo dopo poco essere uno dei santuari più visitati d’Italia. Lo stile è quello neoclassico e anche solo vederlo da fuori è uno spettacolo per gli occhi. Per il momento non entriamo, procediamo per la via principale e troviamo tante bancarelle che vendono un po’ di tutto. Fanno capolino statuette di Pulcinella, piatti da arredamento, pietre provenienti dal Vesuvio, minerali vari di origine vulcanica e statuine per il presepe. L’atmosfera che si respira è di festa, tutti provano a venderci qualcosa, qualche signora ci dona alcuni santini, altri ci raccontano che la loro merce è la migliore, ma per noi, non è ancora il momento di acquistare nulla, ci stiamo ancora ambientando.

Nel giro di poco, arriva la sera e ci rendiamo conto di aver girato a zonzo per parecchio tempo, ma è questo il bello di essere in un posto nuovo. A questo punto, scegliamo un posto per cenare, ed entriamo in un locale che si chiama Add’ù Mimì, dove ci sediamo e mangiamo. Il menù è molto vario, i prezzi hanno dell’assurdo. Sarà che siamo abituati a Milano, ma qui, mangiare costa pochissimo. Prendiamo un piatto di parmigiana, uno di carne alla pizzaiola, uno di pasta al ragù ed un altro con del misto di frittura, tutto per la modica cifra di 27€. Al momento del pagamento, tra lo stupito ed il confuso, corrispondiamo la somma ed usciamo. Abbiamo mangiato veramente bene, questo ce lo aspettavamo, e da buoni italiani, andiamo avanti a parlarne per un po’. Ormai sono circa le 9 e mezza di sera, ma non abbiamo voglia di tornare a casa immediatamente, quindi ci mettiamo seduti nella piazza principale ed ordiniamo due caffè, siamo proprio davanti al Duomo e ci godiamo la vista. Non appena ci portano i caffè, ci accorgiamo che qui le bevande non arrivano mai da sole, infatti insieme ci regalano alcuni pasticcini di ottima qualità. Ci rilassiamo un po’ e pensiamo a cosa fare il giorno dopo, anche se la risposta è ovvia, andremo a visitare gli scavi. Dopo una bella serata tra parmigiana, caffè e pasticcini, torniamo in camera e ci addormentiamo.

Re: Terracqueo

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