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Le Storpelsteine


Le pietre d’inciampo

Le Stolpersteine ​​sono un progetto dell’artista Gunter Demnig iniziato nel 1992. Piccole targhe commemorative poste nel terreno, le cosiddette pietre d’inciampo, hanno lo scopo di ricordare il destino delle persone che furono perseguitate, assassinate, deportate, espulse o spinte al suicidio durante l’era nazista. I pannelli di ottone quadrati con angoli e bordi arrotondati sono inscritti con lettere martellate a mano con un martello e lettere di punzonatura e sono supportati da un cubo di cemento colato con una lunghezza del bordo di 96 × 96 e un’altezza di 100 millimetri.  Di fronte agli ultimi edifici dalle vittime naziste, sono solitamente incastonati allo stesso livello nel pavimento o nel pavimento del rispettivo marciapiede. Il 29 dicembre 2019, Demnig ha posato il 75.000esimo Stolperstein a Memmingen. 

Gli ostacoli sono stati posti in Germania e in altri 25 paesi europei.  Sono considerati il ​​più grande memoriale decentralizzato del mondo.  Il marchio Stolpersteine ​​è protetto da Demnig presso l’Ufficio tedesco dei brevetti e dei marchi dal 2006  e a livello europeo dal 2013.

Fonte: da un’amicizia Facebook una discussione su cosa sono le pietre d’inciampo e il loro scopo.

WHATSAPP INSTAGRAM E MESSENGER VERSO INTEGRAZIONE FACEBOOK


AGGIORNAMENTO DELLE 21:28 DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

WHATSAPP INSTAGRAM E MESSENGER VERSO INTEGRAZIONE FACEBOOK

whatsapp

Il futuro di Facebook è all’insegna dell’integrazione delle sue applicazioni di messaggistica, Messenger e WhatsApp, e dell’app Instagram molto popolare tra i giovani. A svelare i dettagli del progetto, che dovrebbe andare in porto tra fine 2019 e inizio 2020 e’ il New York Times le cui fonti, anonime, sono quattro persone che lavorano all’integrazione. Zuckerberg ha sempre promesso di non voler sovrapporre i servizi di sua proprieta’. Ma deve farlo per motivi di business: tutte queste app crescono di piu’ della piattaforma madre, Facebook che tra pochi giorni compie 15 anni.

instagram
Secondo le indiscrezioni del New York Times Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram pur restando distinte come app sugli smartphone, dovrebbero unire business e utenti. Con dubbi non indifferenti sui dati e sulla privacy, visto l’incrocio di numeri di telefono e informazioni personali. Tra i punti importanti dell’integrazione, secondo il New York Times, ci sarebbe anche l’estensione a tutte le app del sistema di crittografia ‘end to end’, che segreta le conversazioni e le mette al riparo da intrusioni esterne.
Facebook che conta oltre 2 miliardi di utenti nel mondo e’ stato lanciato a febbraio 2004, ma l’affezione degli utenti si e’ affievolita dopo lo scandalo Cambridge Analytica senza contare l’allontanamento dei piu’ giovani che preferiscono altre app, in primis Instagram. Quest’ultima è stata acquistata da Facebook nel 2012 per 1 miliardo di dollari, WhatsApp nel 2014 per 14 miliardi di dollari. Mentre Messenger è stata sviluppata ‘in casa’ e lanciata nel 2011.

messenger

“Vogliamo costruire le migliori esperienze di messaggistica possibili; la gente vuole scambiarsi messaggi in modo veloce, semplice, affidabile e privato. Stiamo lavorando per portare la crittografia end-to-end ad altri nostri servizi di messaggistica e stiamo valutando come rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso i diversi network. Chiaramente, in una fase come questa in cui stiamo iniziando a definire tutti i dettagli per capire come rendere tutto questo possibile, sono ancora molte le discussioni e i confronti in atto”, commenta un portavoce di Facebook.

IN “TECNOLOGIA”

Maurizio Barra

Matteo Renzi querela Travaglio. Ma in commercio c’è anche la carta igienica con Salvini, Berlusconi e Bersani


Sulle bancarelle dei mercati di Napoli carta igienica per tutti i gusti

Lo ha detto da Fazio, ora lo conferma. Matteo Renzi querelerà Marco Travaglio per avere esibito qui in televisione un rotolo di carta igienica raffigurante l’ex primo ministro.

Ha specificato Renzi: “Il 22 febbraio farò una piccola diretta Facebook con l’elenco di tutti quelli che querelo e a cui chiedo un sacco di soldi di risarcimento, a cominciare da un direttore di un quotidiano che è andato in televisione con la mia faccia sulla carta igienica. Pagheranno caro e pagheranno tutto. Vi garantisco che metteremo l’elenco dei risarcimenti online“.

Naturalmente Il Fatto Quotidiano tiene a far sapere che ci sono rotoli di carta igienica anche con la facce di Berlusconi, Salvini e Bersani.

Pensavo che almeno per pulirsi il culo non dovessimo aprire un dibattito politico.

Re giorgio levi

mytravel

Whatsapp per spie: ecco come scoprire l’identità di un contatto sconosciuto


C’è una procedura segreta che gli utenti Whatsapp possono usare per risalire alla vera identità di un contatto spia che non conosciamo. Geniale!

Whatsapp si fonda sul concetto di associazione numero – utente. Durante la procedura di registrazione è obbligatorio fornire un recapito per l’identificazione. Qualcosa di molto diverso dal cloud platform senza numero utilizzato per Telegram ed altre app di messaggistica affini. Chi non si trova nella nostra rubrica è irraggiungibile. Così sembra almeno in apparenza.

Ciò che Facebook non dice è che chi possiede il nostro numero è in grado di spiarci. Non incontra alcuna difficoltà. Magari il nostro numero è stato fornito da un amico comune o da un perfetto estraneo che ne è entrato misteriosamente in possesso. Con in mano il nostro recapito si spiana la strada verso numerosi problemi di sicurezza. Dobbiamo evitarli a tutti i costi.

Con questa guida possiamo scoprire le spie Whatsapp in circolazione. La privacy deve diventare una proprietà e la procedura che segue serve per mettere al sicuro il proprio account.

Whatsapp: la procedura per scoprire un contatto anonimo

Esiste un solo modo per scoprire di più su un account Whatsapp. Dobbiamo avere il suo numero. Per farlo creiamo un semplice gruppo e individuiamo lo stalker dalla lista dei possibili contatti da aggiungere. Qui compaiono tutti coloro che hanno il nostro numero anche se la nostra rubrica non li include. Una volta scoperti li possiamo bloccare subito o fare di meglio.

Con in mano il numero dell’assalitore possiamo sperare che questo abbia associato il suo recapito al profilo pubblico su Facebook. Inserendo il numero nella barra di ricerca potrebbe apparire l’account social completo del contatto. A questo punto è fatta. Ora possiamo sapere vita, morte e miracoli di quel misterioso individuo che ha spiato tutte le nostre azioni su Whatsapp. Una carta di identità completa ed un profilo accurato. Da spiati a spie per eccellenza.

Tale procedura è necessaria per prevenire spiacevoli conseguenze. Un contatto che ottiene informazioni personali sensibili può creare un account falso a nostro nome e diffondere notizie false. Prendendo la nostra foto profilo, il nome utente e la descrizione può creare un alter-ego che agisce per conto nostro senza che noi sospettiamo nulla. Le conseguenze possono essere disastrose, così come testimoniato dai numerosi episodi di frode e stalking segnalati dalle autorità di vigilanza.

Hai mai utilizzato questo sistema? Ti è stato utile? Lasciaci pure tutti i tuoi commenti e non perderti la nuova app per chattare con contatti che non sono presenti nella rubrica.

tecnoandroid

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