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I Ragazzi hanno capito, Greta ha parlato chiaro a nome di tutti.


I Ragazzi hanno capito che il mondo in cui vivono è anche il loro mondo, che le politiche della stupidità umana stanno distruggendo per sempre.

Quello che abbiamo trascurato, offeso, sporcato, inquinato, adesso grida aiuto e lo fa con la voce dei giovani che hanno capito che non c’è tempo da perdere e bisogna necessariamente prendere provvedimenti seri per la salute del nostro pianeta e per noi tutti affinché ci possa essere un futuro per l’umanità e questa terra, si la nostra terra la terra di tutti e non del malaffare, delle guerre, delle armi, degli esperimenti nucleari, dell’arricchimento sproporzionato, del divario sociale, questa è anche la terra del futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti.

Questo è il regno animale, delle piante, dell’aria, dell’acqua, del sole, la terra che possiamo vivere in modo molto diverso da come la stiamo vivendo adesso. Non credo ci sia bisogno di dire altro che grazie Greta per quello che stai facendo, di sicuro non sarai sola.

Greta Thunberg è una ragazza in pericolo e ha bisogno del nostro aiuto. Facciamole vedere che ci interessa, e diffondiamo il messaggio più importante della storia.

Greta Thunberg (Adam Berry/Getty Images)

Greta Thunberg is a young girl in danger and she needs our help. Let’s show her that we care, and spread history’s most important message.

Speaker: Greta Thunberg

https://www.facebook.com/dailygoalcast/videos/317250348869151/

I don’t think we need to say anything else but thanks Greta for what you’re doing, you’re certainly not alone.

Giovanni Tagliarini

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Diabete, ecco quale frutta mangiare per abbassare la glicemia


Gli esperti confermano che una particolare tipologia di frutta è particolarmente utile per i diabetici in quanto consente di abbassare la glicemia

Diabete, gli agrumi tra tutti i frutti sono i più indicati per abbassare la glicemia e arricchire la dieta di chi soffre di diabete – Salute e benessere

Chiunque soffre di diabete sa benissimo che deve prestare particolare attenzione alla propria alimentazione per tenere sotto controllo il livello di glicemia. Un eccesso di zucchero nel sangue può provocare seri danni all’organismo di chi è affetto da questa patologia, che deve quindi necessariamente rinunciare a quegli alimenti che contengono tale sostanza. Una delle leggende che circolano sul diabete vuole che la frutta sia da evitare per il suo contenuto zuccherino ma non è proprio così.

Diabete, la frutta fa bene ma senza esagerare – Salute e benessere

La frutta se viene consumata nelle dosi corrette in realtà consente di regolarizzare i valori della glicemia e ha anche effetti benefici nella lotta all’obesità, ipertensione e sindrome metabolica. Come spesso succede quando si parla di salute e benessere, il problema risiede nelle quantità. Inoltre, esiste una particolare tipologia di frutta particolarmente efficace nell’abbassare la glicemia, ovvero gli agrumi.

Diabete, gli agrumi sono i frutti ideali per abbassare la glicemia  – Salute e benessere

Gli agrumi sono così funzionali alla dieta di chi soffre di diabete in quanto contengono vitamine, flavonoidi, fibre e antiossidanti tra cui l’ esperetina, che inibisce alcuni zuccheri contrastando così la crescita della glicemia. I frutti più adatti quindi sono arance, limoni, mandarini, cedri, pompelmi, pomeli, mandaranci, bergamotti o comunque uno qualsiasi che appartiene alla famiglia del Citrus.

Diabete e agrumi: alcune accortezze per amplificarne gli effetti benefici – Salute e benessere

Per chi soffre di diabete ci sono comunque degli aspetti importanti da tenere in considerazione se si vuole che gli agrumi possano esprimere tutto il proprio potenziale benefico. E’ infatti fondamentale consumarli freschi, possibilmente appena sbucciati. Inserirli in una macedonia è invece sconsigliato in quanto solitamente per questa pietanza si tende ad aggiungere zuccheri artificiali estremamente dannosi.

Diabete, frutta e carboidrati non vanno d’accordo – Salute e benessere

Inoltre, è opportuno evitare di assumere agrumi e frutta in generale quando si sta consumando un pasto ricco di carboidrati perché porterebbero ad un eccesso di glicemia. Per i diabetici sarebbe quindi meglio associarli alle verdure.

Fonte: Affaritaliani.it

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Colesterolo LDL: l’EMA convalida la richiesta di commercializzazione dell’acido bempedoico


Convalidata l’immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL.

Roma, 28 Febbraio 2019 – L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha convalidato la richiesta di autorizzazione all’ immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL (LDL-C). Ad annunciarlo oggi sono Esperion Therapeutics, che ha sviluppato il farmaco, e Daiichi Sankyo Europe, che lo commercializzerà in UE e Svizzera. La convalida conferma che l’application è completa e dà inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato europeo per i medicinali ad uso umano (CHMP).

L’acido bempedoico è il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell’ ATP citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del LDL-C e porta a sovraregolazione dell’espressione dei recettori LDL. In monoterapia o in associazione fissa con ezetimibe, potrebbe diventare un’importante opzione di trattamento per i pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono il loro livello ottimale di C-LDL con le terapie esistenti o che presentano intolleranza alle statine.

La convalida dell’ EMA per l’indicazione “riduzione del colesterolo LDL” è basata sull’ avanzamento positivo del programma globale di Fase III, che ha dimostrato che l’acido bempedoico è stato ben tollerato ed efficace nell’uso cronico, in quasi 4.800 pazienti.
I pazienti trattati con acido bempedoico hanno presentato un’ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% in associazione a ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine. Nei trial di Fase III, la frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

Esiste un significativo bisogno insoddisfatto per pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono i loro obiettivi di trattamento con le terapie esistenti. Ciò è particolarmente vero per i pazienti che assumono solamente statine alla massima dose tollerata oppure sono intolleranti alle statine e hanno bisogno di una ulteriore riduzione di LDL-C. L’acido bempedoico può essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offre un’opzione orale giornaliera e conveniente per questa tipologia di pazienti, grazie alla sua modalità d’azione specifica per il fegato che può evitare le reazioni avverse associate alla terapia con statine.

L’acido bempedoico espande l’impegno di Daiichi Sankyo Europe nella terapia cardiovascolare e nello sviluppo di trattamenti innovativi, convenienti e a prezzi accessibili. “A differenza di alcune delle storiche aziende da sempre impegnate in campo cardiovascolare, che hanno poi deciso di concentrare i loro sforzi su altre aree terapeutiche, noi proseguiamo nell’ impegno in questo ambito. Con l’acido bempedoico, il nostro trattamento di prima classe, continuiamo a costruire sulla dedizione che mettiamo nel cercare di soddisfare le esigenze critiche dei pazienti che in Europa hanno attualmente opzioni limitate e che non raggiungono il livello target di LDL-C”, ha spiegato Benoit Creveau, Responsabile Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.

“Siamo molto lieti di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l’acido bempedoico l’opzione di trattamento preferita, dopo le statine, per il trattamento dell’ipercolesterolemia in Europa. Prevediamo che la portata e l’esperienza cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe contribuiranno a fare dell’acido bempedoico e della sua associazione con ezetimibe, due strumenti importanti nella lotta di medici e pazienti contro livelli elevati di LDL-C”, ha dichiarato Tim Mayleben, Presidente e CEO di Esperion.

“I risultati del programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico e della associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe, forniscono prove convincenti che l’acido bempedoico è un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata e speriamo di renderlo disponibile il prima possibile ai pazienti europei”, aggiunge Rodney Smith, ricercatore e Responsabile Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe.

Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III dell’acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell’ottobre 2018. La robusta mole di dati ottenuti costituisce la base delle richieste di autorizzazione all’ immissione in commercio presentate alla Food and Drug Administration (FDA) e all’Agenzia europea del Farmaco (EMA), le cui decisioni sono attese nella prima metà del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull’acido bempedoico che valuta gli eventi cardiovascolari, è attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono previsti nel 2022.

Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe in compresse

L’associazione di acido bempedoico e ezetimibe è una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell’assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L’inibizione dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell’acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce l’ LDL-C agendo sul recettore LDL. L’inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l’apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

Acido Bempedoico

Con un meccanismo d’azione mirato, l’acido bempedoico è il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell’(ATP) citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l’acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), un marcatore chiave dell’infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.Destinazione non trovata! L’acido bempedoico è un profarmaco che è attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, è stato dimostrato che l’assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all’acido bempedoico di limitare il potenziale di miotossicità associato alla terapia con le statine. Destinazione non trovata!
Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acido bempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.Destinazione non trovata!

L’effetto dell’acido bempedoico sulla morbilità e mortalità cardiovascolare non è stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell’acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la più bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati “statino-intolleranti”. Il trial – noto come CLEAR Outcomes – è uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l’arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Esperion

Esperion è la Lipid Management Company impegnata con passione nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie orali in monosomministrazione giornaliera complementari e convenienti, per il trattamento di pazienti con ipercolesterolemia. Attraverso l’eccellenza scientifica e clinica e una profonda conoscenza della biologia del colesterolo, il team Esperion, esperto nella gestione dei lipidi si impegna a sviluppare nuove terapie anti-colesterolo LDL che avranno un impatto sostanziale sulla riduzione delle malattie cardiovascolari globali: la principale causa di morte in tutto il mondo. L’acido bempedoico e la associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (candidata a diventare il principale prodotto dell’azienda), sono terapie mirate che hanno dimostrato di ridurre significativamente i livelli elevati di LDL-C in pazienti con ipercolesterolemia, compresi i pazienti non adeguatamente trattati con le attuali terapie. Per ulteriori informazioni, visita il sito http://www.esperion.com e il profilo Twitter twitter.com/EsperionInc.

FonteDaiichi Sankyo Europe

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Radiazioni smartphone: Xiaomi il più pericoloso ma ci sono altri modelli pericolosi


Nella relazione periodica sulle radiazioni emesse dagli smartphone, l’ufficio tedesco preposto fa scomparire dalle tabelle i device Huawei. Una semplice svista?

Quando si parla di smartphone entry level o top di gamma, molto di rado ci si preoccupa di capire quante radiazioni termiche o elettromagnetiche emettono. Se siete invece interessati all’argomento, non potete non tenere conto dei valori SAR (tasso di assorbimento specifico) di riferimento. Vi mostriamo le tabelle divulgate dall’Ufficio Federale per la Protezione da Radiazioni tedesco, ma vi assicuriamo che i risultati sembreranno un po’ diversi dalle altre misurazioni.

A cadenze regolari, le tabelle degli smartphone peggiori o migliori in tema di salute vengono aggiornate con nuovi rilevazioni e con l’entrata di nuovi modelli. Ancora una volta le posizioni peggiori della classifica sono occupate dai device di Xiaomi e OnePlus, con il 6T che riesce che ha migliorato nettamente la reputazione del predecessore OnePlus 6. Xiaomi Mi A1 è ancora lo smartphone più pericoloso sul mercato, seguito da Mi Max 3 a completare il podio.

Fa notizia invece che i nuovi Google Pixel 3 e 3XL siano nella classifica dei cattivi, come non riusciamo a capire come possano i device di Huawei sparire dalla lista.

Nella tabella dedicata agli smartphone che emettono meno radiazioni, quelli con valori SAR più bassi sono i diversi modelli Samsung insieme a LG, ZTE, Motorola e HTC. Il migliore device risulta essere Samsung Galaxy Note 8, seguito da ZTE Axon Elite e LG G7ThinQ. Nella classifica seguono Galaxy A8, S8+ e S7 edge, tutti sotto gli 0,26 W/kg, mentre Galaxy S9+ si trova poco più giù (0,29 W/kg).

Potevamo aspettarci che qualche device di Huawei facesse capolino nella lista dei virtuosi, ma è evidente che il redattore di queste tabelle deve aver sofferto di qualche svista. Le seguenti classifiche sono stilate da diversi istituti, e si riferiscano a misurazioni rilevate con i dispositivi posizionati all’orecchio durante una chiamata.

Giusta o no la classifica, quando acquistate uno smartphone tenete conto dei valori SAR più bassi possibili.

Radiazioni emesse dagli smartphone: ecco i modelli peggiori

  • Xiaomi Mi A1: 1,75W
  • OnePlus 5T: 1,68W
  • Huawei Mate 9: 1,64W
  • Xiaomi Mi Max 3: 1,584W
  • OnePlus 6T: 1,552W
  • Nokia Lumia 630: 1,51W
  • Huawei P9 Plus: 1,48W
  • Xiaomi Mi Mix 3: 1,448W
  • Huawei GX8: 1,44W
  • Huawei P9: 1,43W
  • Huawei Nova Plus: 1,41W
  • OnePlus 5: 1,39W
  • Huawei P9 Lite: 1,38W
  • iPhone 7: 1,38W
  • Sony Xperia XZ1 Compact: 1,36W
  • OnePlus 6: 1,33W
  • iPhone 8: 1,32W
  • ZTE Axon 7 Mini: 1,29W
  • iPhone 7 Plus: 1,24W

A fronte de nuovi modelli usciti sul mercato, Xiaomi e OnePlus non hanno migliorato il loro approccio al rispetto della salute, mentre Huawei ha cambiato decisamente rotta con P20 Pro (0,73 W/kg).

Non dimentichiamo la presenza tra i cattivi di iPhone 7 e iPhone 8 che, nel caso migliore, raddoppiano il valore SAR limite. Tuttavia la situazione di Apple migliora con iPhone X (0,98W/kg). Se invece volete andare sul sicuro, i Google Pixel o i Samsung Galaxy sono gli smartphone più virtuosi, ben al di sotto del parametro limite di sicurezza imposto sul SAR.

tecnoandroid

 

Coldiretti: alcuni tra i cibi più pericolosi per la salute continuando dall’articolo precedente


Sicurezza alimentare:
come si sceglie il cibo di qualità?
Come fare a proteggere la nostra tavola?
Quali sono i cibi di cui possiamo fidarci?

Quali sono i prodotti che maggiormente vengono contraffatti in Italia?
«In genere si può dire siano quelli più redditizzi, quindi il vino, ma anche l’olio, in parte i formaggi».

Quando facciamo la spesa come facciamo a riconoscere la qualità di un prodotto?
«Innanzitutto, se scegliamo un prodotto a indicazione geografica sappiamo di scegliere un prodotto di qualità superiore rispetto agli altri li trovate elencati qui). Tra un formaggio di una multinazionale e un formaggio a Indicazione Geografica, per esempio il Parmigiano, o la Mozzarella di bufala campana o l’Asiago, i controlli di questi ultimi sono nettamente superiori rispetto agli altri.

In secondo luogo, leggere l’etichetta, che riporta molte indicazioni utili. Per la carne, per esempio, puoi sapere dove è nato un animale, dove è stato allevato, dove è stato macellato, quindi, per esempio, se capisci che un animale ha fatto il giro d’Europa, forse significa che non ha avuto un grande benessere».

Uova a codice “0”, aceto senza solfiti, pasta italiana a lenta essicazione e così via. Ecco come leggere le etichette di alcuni cibi, per mangiare meglio con i consigli del nutrizionista.

Tutti i prodotti incriminati, sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), provengono infatti dall’estero: in primis dalla Turchia che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Tutti paesi con cui l’Italia commercia quotidianamente: nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce (in aumento del 5% nel primo semestre del 2017), quasi 2 milioni i chili di pistacchi, 3 milioni di fichi secchi e 25,6 milioni di nocciole dalla Turchia.
Al primo posto nella lista dei cibi pericolosi c’è il pesce proveniente dalla Spagna, al secondo i prodotti dietetici e gli integratori degli Stati Uniti, al terzo le arachidi della Cina.

Pesce dalla Spagna
Motivazione: metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)

Dietetici/integratori da USA
Motivazione: ingredienti e novel food non autorizzati

Arachidi dalla Cina
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Peperoni dalla Turchia
Motivazione: pesticidi oltre i limiti

Pistacchi dall’Iran
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Fichi secchi dalla Turchia
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Carni di pollo dalla Polonia
Motivazione: contaminazioni microbiologiche (salmonella)

Nocciole dalla Turchia
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Arachidi dagli USA
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Pistacchi dalla Turchia
Motivazione: aflatossine oltre i limiti

Peperoncino dall’India
Motivazione: aflatossine e salmonella oltre i limiti

Albicocche secche da Turchia
Motivazione: solfiti oltre i limiti

Noce moscata da Indonesia
Motivazione: aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente

Carni di pollo dai Paesi Bassi
Motivazione: contaminazioni microbiologiche

Quindi raccomando occhio alla spesa e a quello che comprate.

World food security, a global problem, famine at africa, children need to help, poor people need food to live, kid hand with sheaf of paddy on Asia rice field