Archivi categoria: Notizie dal mondo

La chef buddhista Jeong Kwan: «Ecco le mie ricette in cucina per vivere in armonia»


La monaca sudcoreana è considerata tra i migliori cuochi vegetariani e zen al mondo. Protagonista della terza stagione televisiva “Chef’s Table” su Netflix, è una vera star TV. Ora è a Roma per far conoscere la cultura Baru-gongyang, il rituale meditativo con cui si mangia nei templi.

Mangiare, per la monaca buddhista Jeong Kwan, 62 anni, non è solo il semplice nutrimento del corpo. È molto di più: è una pratica monastica, un modo per riflettere sull’origine del cibo, per essere grati alla natura e alle persone che producono e lavorano i prodotti della terra (leggi qua: cosa sono le cene consapevoli). «Cucinare  è ogni volta una nuova creazione, è il creare qualcosa dal nulla. Ma il cibo, una volta mangiato ed entrato dentro di noi, perde la sua forma e ne ritrova un’altra. Durante questo momento se tutti cercano di svuotare la propria anima riescono a creare un collegamento fra loro e quindi a dialogare».

K-Temple_Ven.Jeongkwan_Cultural-Corps-of-Korean-Buddhism_1-683x1024

Chef e star Tv

La monaca buddhista Jeong Kwan è considerata tra i migliori chef vegetariani e zen al mondo. È diventata famosissima grazie alla terza stagione televisiva Chef’s Tablesu Netflix. Dopo una tappa a Torino nell’ambito della prima edizione della Corea Week, fino al 25 maggio sarà a Roma ospite dell’Istituto culturale coreano. Sta facendo conoscere in tutto il mondo la cerimonia del Baru-gongyang, il rituale meditativo con cui si mangia nei templi buddhisti. Si chiama così perché ogni monaco usa le sue “Baru”, quattro ciotole di legno che si possono riporre una dentro l’altra, servono per il riso, il brodo, l’acqua e il contorno. Jeong Kwan vive nell’eremo di Chunjinam, nella zona meridionale della Corea del Sud vicino al Parco Nazionale di Naejangsan. Cura i pasti per i monaci e per chi chiunque visiti il monastero e decida di fermarsi.

Cosa significa cucinare secondo questo rituale?

Sono quattro i punti importanti: il cibo per praticare lo spirito, la cucina come rispetto per gli esseri viventi, la cucina della misericordia e la cucina per la condivisione. A ogni pasto mettiamo la natura nella nostra ciotola. Per questo, prima di mangiare, lasciamo sempre un’offerta di cibo alla natura e agli animali.

Il cibo anche come cura dell’anima?

Cuciniamo per le persone, ma se vedo cosa preoccupa qualcuno torno in cucina e creo il cibo adatto, la natura offre un rimedio per tutto.

Quali sono gli ingredienti che usa?

Prediligo la pasta di soia, la salsa di soia e la pasta di peperoncino, tipici ingredienti coreani. Il mio piatto preferito è la zuppa di soia. Ci sono cinque ingredienti vegetali proibiti, cipolle, aglio, erba cipollina, cipollotti e porri: con le spezie piccanti, potrebbero distrarre o disturbare i monaci durante le loro pratiche. Della verdura, che coltiviamo, mangiamo le prime foglie a primavera e le cuciniamo, come il cavolo cinese. Non mangiamo carne, non è giusto sacrificare gli animali per la tavola.

In che modo i “non buddhisti” possono avvicinarsi a questa pratica?

Nella vita di tutti i giorni si possono compiere piccoli gesti come la scelta di utilizzare ingredienti naturali, evitando i prodotti artificiali. Si possono coltivare le verdure e gli aromi a casa, in giardino oppure sui balconi. L’importante è tenere sempre in mente il valore del cibo e l’armonia della natura che risiede all’ interno di esso. È preferibile un’alimentazione vegetale piuttosto che a base di carne, in rispetto nei confronti della vita. Si consiglia sempre di mangiare il giusto quantitativo di cibo, senza lasciare nulla a tavola. Ricordarsi infine una preghiera in segno di gratitudine nei confronti delle vite che sono diventate alimenti per l’uomo e nei confronti della natura.

Chef buddhista e star Tv: come vive il successo?

Non lo vivo, non lo percepisco davvero. Continuo la mia vita di sempre, sono felice di condividere il dharma buddhista in tutto il mondo.

Riso su foglia di loto

Riso-in-foglie

Ingredienti:

30 Foglie di loto

4kg di Riso glutinoso

2 Radici di loto bollite

1 bicchiere di Fagioli Yuweol

Sale

Olio di sesamo

Preparazione:

1. Senza sciacquare il riso, versare l’acqua fino a ricoprirlo e lasciare a mollo per un’ora.

2. Porre la foglia di loto con la punta rivolta verso l’alto e tagliare in modo da formare 3 petali.

3. Sciacquare il riso messo a mollo, filtrare il riso dentro a un Sokuri(cesto di vimini rotondo con bordi in bambu, utilizzato per filtrare il cibo), porre un tessuto traspirante su una pentola a vapore e porre il riso sopra. Cuocere per 20 minuti.

4. Cuocere i fagioli Yuweol in acqua bollente per circa un’ora.

5. Mettere il riso in una ciotola, condire con un pizzico di sale e mescolare. Porre una foglia di loto aperta e mettere sopra 200g di riso, decorare con le radici di loto e i fagioli e chiudere la foglia come se fosse un sacco. Cuocere al vapore per circa 10 minuti. Quando il colore della foglia sembra addensarsi, lasciare a riposo per qualche minuto.

Kimchi di verdure e pomodoro

Kimchi2

Ingredienti:

5 pomodori

2 mele

2 fette di cavolo cinese marinato

10 giuggiole

1 radice di zenzero

1 cetriolo

2 peperoni rossi

2 bicchieri di porridge di riso glutinoso

1 bicchiere di sale

1/2 bicchiere di salsa di soia (per le marinature)

1 bicchiere di peperoncino in polvere

1/2 bicchiere di sciroppo di lampone cinese

10 chicchi di Ginkgo

Preparazione:

1. Sciacquare le mele, tagliare a metà, rimuovere i semi e tagliare in fettine di lunghezza 2cm.

2. Sciacquare i pomodori, tagliare a metà, tagliare in fettine di lunghezza 2cm e mettere in acqua salata.

3. Tagliare il cavolo cinese in fette uniformi.

4. Mettere il peperoncino in polvere e lo sciroppo di lampone nel porridge di riso glutinoso. Mescolare.

5. Rimuovere il seme dalle giuggiole e tagliare alla julienne. Tagliare i cetrioli in fettine diagonali.

6. Frullare i peperoni e lo zenzero.

7. Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola grande e mescolare lentamente.

 

 

Varo tecnico per CostaSmeralda, nuova ammiraglia di Costa Crociere


VARO TECNICO PER COSTA SMERALDA,
NUOVA AMMIRAGLIA DI COSTA CROCIERE

Costruita presso i cantieri Meyer di Turku, Costa Smeralda è la prima nave Costa alimentata a LNG. Entrerà in servizio nell’ottobre 2019.
Quindici giorni dopo la consegna di Costa Venezia, la prima nave Costa progettata appositamente per il mercato cinese, Costa Smeralda segna un’ulteriore momento nel programma di espansione della compagnia italiana. Con questa nuova ammiraglia Costa Crociere rafforza il suo impegno nello sviluppo sostenibile della flotta, attraverso la costruzione di navi in grado di offrire agli ospiti esperienze innovative.

Costa Crociere, compagnia italiana di Carnival Corporation & plc (NYSE/LSE: CCL; NYSE: CUK), gruppo leader mondiale nel settore crociere, ha celebrato oggi il varo tecnico della nuova ammiraglia Costa Smeralda presso i cantieri Meyer di Turku, uno dei più grandi complessi cantieristici del mondo.

Durante la cerimonia, la nuova ammiraglia ha ufficialmente toccato il mare per la prima volta. La celebrazione, che ha visto la partecipazione dei vertici di Costa Crociere e dei cantieri Meyer, ha seguito il protocollo previsto dalla tradizione marinara per queste occasioni, con l’allagamento del bacino dove la nave ha preso forma negli ultimi mesi.

Costa Smeralda, che entrerà in servizio a partire dall’ottobre 2019, una volta completato l’allestimento degli interni, sarà la prima nave Costa alimentata a gas naturale liquefatto (LNG), il combustibile fossile più “pulito” al mondo. L’utilizzo di questo combustibile rappresenta una vera e propria svolta ambientale che migliorerà la qualità dell’aria, evitando quasi totalmente le emissioni di particolato e ossidi di zolfo, sia in mare che in porto. L’LNG, inoltre, permetterà di ridurre significativamente anche le emissioni di ossido di azoto e di CO2. In questo modo Costa Smeralda e la sua gemella, che verrà consegnata nel 2021, contribuiranno al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità fissati da Costa Crociere e Carnival Corporation & plc, che prevedono la riduzione del 25% della carbon footprint entro il 2020.

Nella foto: Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere e Jan Meyer, CEO del cantiere Meyer di Turku

“È con grande entusiasmo che celebriamo un momento così importante per la costruzione della nostra nuova nave” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere – “Costa Smeralda rappresenta una grande innovazione per il mercato internazionale e un passo importante verso la definizione di nuovi standard per l’intero settore. L’utilizzo dell’LNG segna infatti una svolta nella tecnologia dei combustibili. Il Gruppo Costa è leader in Europa e in Cina: continueremo a guidare il mercato puntando sullo sviluppo di un turismo sostenibile”.

“Progettare e costruire Costa Smeralda insieme ai colleghi di Costa Crociere è un’esperienza entusiasmante. Credo che Costa Smeralda sarà una nave davvero unica e innovativa, sia dal punto di vista ingegneristico che del design, e sono convinto che gli ospiti apprezzeranno tutte le attrazioni e i servizi di bordo. Per noi costruttori navali il varo tecnico è sempre un’occasione molto speciale, perché è il momento in cui la nave raggiunge il suo elemento naturale, l’acqua. La costruzione proseguirà con la fase finale relativa agli allestimenti degli interni” – ha commentato Jan Meyer, CEO del cantiere Meyer di Turku.

Neil Palomba ha poi aggiunto: “Sono particolarmente orgoglioso della nostra nuova ammiraglia, perché sarà unica non solo dal punto di vista dei servizi offerti a bordo, ma anche del design. Costa Smeralda sarà un omaggio al meglio dell’Italia e alle nostre eccellenze, amate e apprezzate in tutto il mondo. È stata progettata con grande passione e cura del dettaglio per offrire ai nostri ospiti un’esperienza di vacanza indimenticabile, che è l’obiettivo del nostro brand. Costa Smeralda è una nave di nuova generazione, che saprà coinvolgere e regalare emozioni sia ai nuovi crocieristi che a quelli più esperti”.

Con oltre 2.600 camere a disposizione, Costa Smeralda accompagnerà i suoi ospiti in un vero e proprio “tour d’Italia“, con tante aree dedicate al divertimento, al gusto e alle feste.

Il nome della nave – Costa Smeralda – richiama una delle più belle mete turistiche della Sardegna. I nomi dei ponti e delle aree pubbliche sono invece dedicati a luoghi e piazze famose d’Italia. La nave proporrà 11 diversi ristoranti, 19 bar, una splendida area spa con 16 sale riservate ai trattamenti, un parco acquatico con scivoli, 4 piscine e un’area interamente dedicata ai bambini. Costa Smeralda avrà anche il suo Museo, il CoDe – Costa Design Museum, dedicato all’eccellenza del design italiano.

Fonte: freemilano

mytravel

I Ragazzi hanno capito, Greta ha parlato chiaro a nome di tutti.


I Ragazzi hanno capito che il mondo in cui vivono è anche il loro mondo, che le politiche della stupidità umana stanno distruggendo per sempre.

Quello che abbiamo trascurato, offeso, sporcato, inquinato, adesso grida aiuto e lo fa con la voce dei giovani che hanno capito che non c’è tempo da perdere e bisogna necessariamente prendere provvedimenti seri per la salute del nostro pianeta e per noi tutti affinché ci possa essere un futuro per l’umanità e questa terra, si la nostra terra la terra di tutti e non del malaffare, delle guerre, delle armi, degli esperimenti nucleari, dell’arricchimento sproporzionato, del divario sociale, questa è anche la terra del futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti.

Questo è il regno animale, delle piante, dell’aria, dell’acqua, del sole, la terra che possiamo vivere in modo molto diverso da come la stiamo vivendo adesso. Non credo ci sia bisogno di dire altro che grazie Greta per quello che stai facendo, di sicuro non sarai sola.

Greta Thunberg è una ragazza in pericolo e ha bisogno del nostro aiuto. Facciamole vedere che ci interessa, e diffondiamo il messaggio più importante della storia.

Greta Thunberg (Adam Berry/Getty Images)

Greta Thunberg is a young girl in danger and she needs our help. Let’s show her that we care, and spread history’s most important message.

Speaker: Greta Thunberg

https://www.facebook.com/dailygoalcast/videos/317250348869151/

I don’t think we need to say anything else but thanks Greta for what you’re doing, you’re certainly not alone.

Giovanni Tagliarini

mytravel

Kim Kardashian, una mazzetta come borsa


La star mostra la clutch da 10 mila Swarovski con la faccia della regina Elisabetta

La passione per il lusso di Kim Kardashian è ormai cosa nota. Nonostante non sia lei la sorella più ricca del clan, che vede al primo posto la neo-eletta miliardaria Kylie Jenner, è sicuramente Kim che adora mostrare gli agi da cui è circondata.

Macchine lussuose, jet privati, vacanze da sogno e, ovviamente, un guardaroba da far girar la testa. A Kim Kardashian non manca proprio niente, nemmeno l’esclusiva clutch Judith Leiber ricevuta in anteprima sull’ uscita in negozio.
La British Pound Money Roll, realizzata dal brand in collaborazione col designer Alexander Wang, riproduce una mazzetta di sterline, con tanto di volto della regina Elisabetta. La borsa, realizzata con 10mila cristalli Swarovski applicati a mano, è in vendita a 4.425 euro.

“Kim, la più grande collezionista deve avere questa nella sua collezione”, scrive in una nota a mano Alexander Wang. Kim Kardashian infatti ha già svariati pezzi della maison, tra cui la gemella della nuova uscita, lanciata nel 2017 e sfoggiata anche da Beyoncé, che replica banconote arrotolate da 100 dollari americani. Quanto sarà capiente questa preziosa mini bag? Alla regina dei social in fondo basta la carta di credito e, soprattutto, il cellulare.

Fonte:  TGCOM24

mytravel

 

Fonzie non è morto. Ma tutti hanno versato fiumi di lacrime su Facebook


Un’altra bufala si aggiunge alle migliaia che vengono pubblicate sui social.

Ad un certo punto ieri sera si è sparsa la voce (virtuale) che Henry Winkler, l’attore che ha impersonato per anni Fonzie in Happy Days, fosse morto. Fonzie, che ha 73 anni, sta invece benissimo. Come lui stesso ha dichiarato questa mattina.

La notizia-bufala, che aveva dato per primo il sito conservativetears.com (già il nome avrebbe dovuto far dubitare) è ora stato cancellato, preso d’assalto nella notte da milioni di fan di Fonzie nel mondo. In Italia nessun sito dei quotidiani o network televisivi ha riportato la notizia. Così come le reti americane Cbc, Nbc e Cnn. E in generale i siti dei giornali più importanti.

Stamane Bufale.net chiarisce tutto.  Resta il fatto che ancora una volta una fake news si è infilata nel circuito dei social, soprattutto Facebook, e nel giro di un’ora ha raccolto fiumi di lacrime. Sarà pure che uno vale uno, ma su uno dei due vale zero, anche l’altro è un pirla.

In fondo, sarebbe stato molto semplice verificare la veridicità su Repubblica, La Stampa o il Corriere della Sera, che non hanno ovviamente ripreso la falsa notizia. La maggior parte dei frequentatori notturni del social non lo ha però fatto. Con la convinzione sbagliatissima che Fb sia una fonte d’informazione. E’ invece un gigantesco campeggio d’improvvisati informatori.

Tuttavia, non c’è da stupirsi di questa scarsa fiducia nel lavoro dei giornalisti. Lo ha detto lo stesso sottosegretario Vito Crimi: “Dobbiamo superare il concetto di giornalista”.

Certo Vito, quando dovrai mollare la cadrega ne riparliamo.

Re: giorgio levi

mytravel 

 

INTERVISTA A HANNA LINDBERG


Giornalista di successo in Svezia, Hanna Lindberg ha un viso da Barbie (nel senso della perfezione) ed è al secondo romanzo. Entrambi thriller, ma senza rinunciare al glamour. Nonostante l’influenza e la stanchezza, ha incontrato un gruppo di blogger in un gelido sabato mattina milanese. Fra una spremuta e una brioche, le abbiamo fatto un bel po’ di domande (anche buffe): ecco cosa ci ha risposto.

Quando abbiamo letto il tuo libro d’esordio non sapevamo che era il primo di una serie. Tu invece lo sapevi già? O a che punto hai deciso che lo sarebbe stato? E la serialità ha influenzato la tua scrittura? 
No, all’inizio non sapevo che ci sarebbe stato un seguito, avevo solo una visione molto chiara di ciò che sarebbe stato Stcokholm confidential, sono stata travolta ed estremamente felice dell’accoglienza che ha avuto e dell’interesse che ha suscitato, questo mi ha fatto venire voglia di scrivere ancora. I personaggi stessi sembravano chiedermi di parlare ancora di loro. Ed è stato così, adesso ne sto scrivendo un altro ancora. La storia sta evolvendo…

Quando hai deciso di scrivere, ti sei posta la domanda relativamente alla possibilità di essere tradotta e quindi di rendere “comprensibile” un mondo lontano quello nordico, che è credo, molto diverso dal nostro ma anche suppongo da quello americano, per esempio? 
Sì, assolutamente. Era un aspetto molto importante per me, noi abbiamo tantissimi autori eccellenti, da Camilla Lackberg a Lars Kepler che lo hanno fatto, ognuno a modo loro, io volevo trovare un modo mio di raccontare questo universo, un modo nuovo, mostrando anche degli aspetti di Stoccolma e della Scandinavia che non erano ancora stati raccontati. Era molto importante per me non raccontare solo il lato “buio”, le foreste i laghi ghiacciati, ma anche un lato di Stoccolma più inedito e sorprendente.

In Italia in questo momento stiamo subendo una vera e propria invasione mediatica, da parte del mondo della cucina, gli chef sono delle celebrità televisive ed editoriali fin troppo invadenti. Hai scelto questo mondo perché succede lo stesso in Svezia? 
È esattamente così anche da noi, si è molto sviluppata la cultura della gastronomia e dell’alta cucina, questo ha reso possibile l’apertura di molti ristoranti e la cosa mi rende anche felice, ma credo sia una tendenza globale quella di assimilare i grandi chef a delle rockstar. Fino a non molto tempo fa quello dello chef era un lavoro molto poco gratificante: non molti soldi, lavoro durissimo e niente di glamour. Oggi invece, soprattutto a certi livelli, sono vere stelle ed è un mondo con una feroce competizione, grandissimo prestigio e molti soldi. Tutti ingredienti estremamente comodi e utili da inserire in un romanzo. A me fa proprio piacere che ci sia questa esposizione, perché l’idea io l’ho avuta qualche anno fa e sono felice che la tendenza sia ancora viva e in crescita. È un universo a se stante con regole ferree e mi piaceva l’idea di andare a scoprire delle bolle nascoste ed esplorarle.

Ci sono chef stellati in Svezia? Famosi a livello mondiale, intendo…
Sì, abbiamo degli chef molto quotati. Björn Frantzén è stato il primo ad aprire un ristorante a 3 stelle, non so se sia famoso a livello mondiale ma so che è famosissimo in Giappone. Poi c’è Stefano Catenacci, ovviamente di origini italiane, che ha cucinato la cena della cerimonia del premio Nobel, ma non ci sono cuochi come Bourdain o Cracco.

Come mai ha scelto di introdurre nel libro la questione del genocidio, del cuoco che viene dall’ Africa? Perché questo accenno a fatti politici che ricorda un po’ il tuo conterraneo illustre Henning Mankell? 
Ho voluto introdurre questo personaggio con un passato molto difficile, molto pesante ‒ non voglio spoilerare ma c’è poi un personaggio che interagisce con lui e in qualche modo sfrutta questa esperienza traumatica per dei suoi obiettivi personali. Ho voluto in realtà concentrarmi sul rapporto tra i due, sulla psicologia dei due più che sulla violenza subita. Quindi un passato così difficile mi serviva per questa indagine, volevo anche che questo personaggio avesse uno spessore, cosicché sono andata in Ruanda a fare delle ricerche, non avrei potuto scriverne altrimenti, ho raccolto di persona le testimonianze.

Qual è la situazione in Svezia per quanto riguarda l’immigrazione? 
In questo momento c’è un dibattito molto acceso, c’è una parte populista che vuole ridurre l’immigrazione e c’è invece un’altra parte che vuole aprire le frontiere, è una situazione molte pesante e tutto quello che sta accadendo in Medio Oriente e in Siria influenza molto la nostra società e credo che andrebbe affrontata diversamente da come si è fatto finora.

Ti sei inserita nel movimento del giallo scandinavo che da almeno una decina d’anni è molto forte, cosa pensi di avere portato di nuovo, il tuo contributo quale è stato? 
Credo di avere in qualche modo rinnovato il thriller e il giallo svedese rivelando aspetti della città di Stoccolma diversi da quelli tradizionali. E questo è anche il riscontro che sto avendo dai lettori, che si dicono sorpresi e apprezzano il fatto che il mio non sia il tipico romanzo giallo svedese.

Nel noir e nel giallo c’è una lunga tradizione di donne detective, da miss Marple in poi. Come inseriresti la tua protagonista in questo filone e cosa pensi che la renda particolare? 
Ci sono altri personaggi che sono detective giornaliste, ad esempio l’Annika Bengtzon protagonista dei romanzi di Liza Marklund, ma Solveig è diversa è più contemporanea della detective giornalista, usa i social media ed è una reporter estremamente coraggiosa, che ama il rischio. Si identifica totalmente con la sua professione, il che la rende molto potente come giornalista, perché non ha paura di esporsi, ma allo stesso tempo la rende anche molto vulnerabile ma non le importa, la sua professione in fondo è l’unica cosa che ha.

Stockholm Confidential era ambientato nel mondo della moda, Il gusto di uccidere nel mondo dell’alta cucina: è una scelta, un caso o ti piace l’idea di ambientare i tuoi romanzi in mondi non alla portata di tutti? 
No, non è assolutamente una coincidenza, mi affascinano questi mondi dove tutto è glamour, ma che nascondono un lato oscuro che il fruitore non vede. Ed è questo il lato che voglio raccontare, mostrare quello che non si vede ma c’è dietro le paillettes. Se questi ambienti fossero delle persone li potrei definire bipolari, o con sdoppiamento della personalità.

Tutti i tuoi personaggi, Solveig Lennie e gli altri, sono sostanzialmente molto antipatici, molto egoisti, ognuno vive per sé, tanto che Solveig perde anche l’unico amore della sua vita. Quanto c’è di tuo, della tua vita, in questi personaggi? 
per fortuna niente! Anzi ho dei colleghi molto carini e simpatici, ma sono situazioni che comunque ho visto soprattutto nel mio lavoro precedente, per esempio quando c’è stata una ristrutturazione aziendale e c’era ovviamente della tensione: ecco, lì vengono fuori i lati meno simpatici delle persone. Siccome anche se sono personaggi inventati voglio che abbiano caratteristiche reali, ho enfatizzato alcuni di questi aspetti. Addirittura Solveig è completamente mancante di autostima, di fatto fa del suo lavoro qualcosa a cui aggrapparsi con tutte le sue forze, perché è l’unica cosa che ha e questo la rende in alcune situazioni, un personaggio ego riferito.

Ho una domanda che non c’entra assolutamente col libro ma me la porto dietro da anni: è vero che in Svezia usate i licheni per avere i denti così bianchi? 
No, in realtà usiamo molto i dentisti e le tecniche di sbiancamento tradizionali, è una cosa che abbiamo mutuato dagli americani ed è molto in voga.

Ci sarà una terza avventura per Solveig? 
Assolutamente sì, la sto scrivendo, ho un titolo provvisorio che è L’incubo ti sta inseguendo, uscirà in autunno in Svezia, si svolgerà nel mondo degli influencer.

ARTICOLO DI:
– Reblog:

Tempo minimo di permanenza in USA per un itinerario simile al nostro.


In questo articolo abbiamo deciso di fare una considerazione sul tempo minimo di permanenza per un viaggio che segua il nostro itinerario, o uno che sia più o meno simile. Premettiamo che questo è stato uno dei viaggi più belli ed emozionanti che abbiamo fatto, molto intenso, stancante ma senza dubbio soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Sicuramente per un viaggio di questo genere, il tempo minimo è di due settimane, non di meno. Purtroppo, a posteriori, ci siamo resi conto che avremmo potuto vivere un’esperienza di viaggio migliore se ci fossimo fermati qualche giorno in più. Nella fattispecie, ci è capitato di fare soste di una sola notte in posti come Kayenta, Flagstaff e Las Vegas, vi consigliamo di non fare il nostro stesso errore. Le distanze in America sono davvero ampie, se il navigatore vi dice “4 ore” probabilmente saranno 5, o qualcosa di più. Dovete aggiungere il tempo per le soste che farete, per fermarvi a mangiare qualcosa o per andare in bagno, inoltre vi capiterà di trovare coda all’entrata delle principali città, oppure di imbattervi in deviazioni o limiti di velocità momentanei a causa di lavori stradali. Una notte, non è abbastanza in nessuno dei posti sopracitati, soprattutto perché se seguite il nostro itinerario, anche facendo lievi modifiche, ci saranno volte che guiderete due ore, e volte che le ore saranno cinque o sei. Sicuramente per alcune escursioni dovrete svegliarvi all’alba, quindi sarete stanchi e dovete mettere in conto che i colpi di sonno esistono, se siete in quattro o cinque persone, datevi spesso il cambio, ma se siete in due, piuttosto allungate il vostro viaggio di qualche giorno.

Fonte: terracqueo