Dall’infanzia all’età adulta: passivo-aggressivo.

ilpensierononlineare

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Le caratteristiche riscontrabili nelle infanzie di tutti quei bambini che svilupperanno una qualche forma di disagio, le infanzie infelici (definizione di Luigi Cancrini, 2016), comportano che il bambino sia visto come un oggetto di possesso o come un prolungamento del Sé dei genitori.

La difficoltà principale di questi genitori è infatti quella di vedere il figlio come una persona distinta da sé, una persona da rispettare in quanto portatrice di tempi (suoi), di una intelligenza (sua), di una creatività (sua); una persona di cui rispettare i tempi che, invece, i genitori tendono a non vedere poiché impegnati a ostacolare o impedire la differenziazione.

La situazione del bambino che vive una infanzia infelice è quella in cui egli non è al primo posto della gerarchia, non è – in sostanza- centro degli investimenti affettivi dei genitori. Il bambino è solo l’oggetto dei loro movimenti transferali.

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