Ciance sparse : sono una profuga

Pensieri spelacchiati

Sono una profuga, se qualcuno volesse mandarmi in un hotel a cinque stelle e darmi ottanta euro al giorno ne sarei molto grata.

Qualcuno pensi agli itaglianiiiiiiiiii!
Allooooora, dopo una reclusione di dieci giorni che ha rischiato di minare la mia già traballante sanità mentale ora sono una senza fissa dimora, ma andiamo con ordine.

Stare chiusa in camera mia sette giorni (letteralmente in camera mia, uscivo solo per cucinare e poi strisciavo di nuovo dentro come un lombrico) mi aveva fatto contemplare l’idea di prendere a testate lo spigolo della scrivania, ma poi ho avuto un’idea ancora più geniale, una vera illuminazione: non so perché ma un certo punto mi sono sentita proprio giovine dentro e fuori, come quando a vent’anni uscivo con la minigonna in inverno senza nemmeno le calze velate sotto perché tanto chissene; in preda a questo delirio di onnipotenza dunque ho fatto veramente la cosa…

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